Collegio Ipasvi Siena

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Ha funzionato! Per la prima volta al mondo la comunicazione tra cervello e mano artificiale è una realtà. Grazie a un complesso sistema di impulsi tra centro e periferia, è stato possibile realizzare la prima mano bionica indossabile capace di muoversi, ma anche di trasmettere sensazioni tattili e di “sentire” forma e consistenza degli oggetti presi. La sperimentazione che si chiama LIFEHAND2 ed è frutto di un progetto internazionale che vede in prima linea il nostro paese. Ne hanno fatto parte medici e bioingegneri dell’Università Cattolica-Policlinico Agostino Gemelli di Roma, dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’IRCSS San Raffaele di Roma.Fanno parte del gruppo l’Ecole Polytechnique di Losanna e l’Istituto IMTEK dell’Università di Friburgo. L’eccezionalità della ricerca è stata pubblicata, oggi 5 febbraio, sul nuovo numero della prestigiosa rivista Science Translational Medicine.

La storia inizia nel 2004 quando a Capodanno Denis Aabo Sorensen, danese di 36 anni, subì l’amputazione della mano sinistra, distrutta dallo scoppio di un pedardo. Prima una protesi estetica, poi l’inizio della fase sperimentale della ricerca che in circa 10 anni ha consentito il ripristino sensoriale del sistema nervoso del paziente amputato, attraverso l’utilizzo dei segnali provenienti dalle dita sensorizzate della protesi. “Un’esperienza stupenda- racconta Dennis- che mi ha consentito di tornare a sentire la consistenza degli oggetti, capire se erano duri o morbidi e di avvertire come li stavo impugnando”.

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Fonte: QS


Ultima modifica:16/1/2018

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